Si parla spesso di osteoporosi e carenza di vitamina D e calcio. Ma tutto questo è estremamente riduttivo in termini di salute delle nostre ossa perché molti sono i fattori alimentari e non, che vi contribuiscono. Dobbiamo immaginare l’osso non come un qualcosa di fisso e immobile, ma come un tessuto dinamico in costante rimodellamento e che per fare questo necessita di molti nutrienti e di uno stila di vita corretto. La formazione ossea supera il riassorbimento osseo nei primi tre decenni di vita, l’età in cui si raggiunge il picco di massa ossea. Trascorso questo tempo, viene favorito il riassorbimento osseo e ne consegue la perdita di massa ossea che si accentua poi, con il passaggio alla menopausa e il calo degli estrogeni nella donna. L’uomo ne soffre meno o almeno ne soffre più avanti nel corso della vita.

La salute delle ossa dipende, quindi, da numerosi nutrienti tra cui la vitamina C. A confermarlo, una review pubblicata su Nutrients e condotta da un gruppo di ricerca guidato da Mariangela Rondanelli, endocrinologa e docente di Scienze e tecniche dietetiche all’Università di Pavia.

“Nei modelli animali si è dimostrato come l’acido ascorbico sia un co-fattore essenziale per l’idrossilazione della prolina nella sintesi del collagene”, sottolineano gli Autori. “Per quanto riguarda l’uomo, invece, non ci sono ancora evidenze precise sul ruolo nel mantenimento della salute delle ossa. Da qui la nostra decisione di operare una revisione dei dati oggi disponibili in letteratura sulla correlazione tra densità minerale ossea, assunzione di acido ascorbico con la dieta e suoi livelli ematici ed efficacia della supplementazione”.

La dose giornaliera raccomandata di Acido ascorbico (Aa) negli adulti è pari a 90 mg per gli uomini e 75 mg nelle donne; 15–65 mg nei bambini in funzione dell’età. Quantità maggiori sono suggerite in gravidanza, durante l’allattamento e nei fumatori. Il livello plasmatico ottimale nell’adulto è di circa 40-60 µM; si parla di carenza, per livelli plasmatici inferiori a 11 µmol/L.

Gli alimenti ricchi in vitamina C sono: agrumi (arance e limoni), broccoli, cavoli, spinaci, rucola, peperoni, uva, fragole, ribes

La review ha preso in esame 25 studi, di cui 15 sul legame tra assunzione con la dieta di Aa e densità minerale ossea (Bmd). Otto di questi hanno dimostrato una correlazione positiva su un totale di circa 10 mila donne in menopausa e un effetto sinergico significativo tra intake di Aa e terapia ormonale sostitutiva concomitante. Questi dati sono stati confermati anche negli altri studi (14.566 soggetti), su fasce d’età differenti, a partire dall’adolescenza, maschi compresi.

Anche i quattro studi che hanno preso in esame il rapporto tra concentrazione ematica di Aa e Bmd (n= 337 pazienti), confermano una corrispondenza positiva e, in un caso, si è anche evidenziata una correlazione lineare tra Aa sierica e rischio di frattura, significativamente ridotto nei soggetti con valori di Acido ascorbico più elevati.

Per quanto riguarda gli studi sull’integrazione, ne sono stati presi in esame sei (n=2.671), di cui solo uno in cui la supplementazione era esclusivamente con Aa, mentre gli altri prendevano in esame un mix di Aa e vitamina E.

Nel primo, sono state coinvolte 994 donne in postmenopausa (età media, 72 anni), di cui 277 hanno ricevuto regolare integrazione, per un periodo medio di 12,4 anni. Questa integrazione ha portato un aumento del 3% dei valori di Bmd per diafisi femorale, collo del femore e anca.

Gli altri quattro studi in cui i pazienti hanno assunto Aa (500-1000 mg/die) insieme alla vitamina E hanno confermato un’attività positiva sulla salute delle ossa valutata con indicatori quali Bdm, vitamina D e telopeptide, marcatore di turnover osseo.

“I risultati della nostra revisione suggeriscono che è bene prestare molta attenzione alla correlazione tra apporto dietetico di Aa e metabolismo osseo”, concludono gli Autori. “Una correlazione, comunque, complessa, in quanto potenzialmente influenzata dalla presenza di altri fattori, quali fumo di sigaretta, terapia ormonale estrogenica e assunzione di calcio con la dieta”.

 

 

Fonti: Nutrienti e Supplementi; CDI

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